GEPPO, l’agente AI che potenzia l’esperienza d’uso di C’è Posto

Perché un agente AI su C’è Posto

C’è Posto gestisce prenotazioni, turni e comunicazioni con utenti e clienti. Nel quotidiano, però, emergono domande ricorrenti (“come modifico un appuntamento?”, “perché non vedo gli slot?”, “posso spostare una prenotazione di gruppo?”) che, se non gestite, si trasformano in ticket e telefonate. GEPPO è l’agente AI pensato per assorbire questo carico: risponde h24, guida passo-passo dentro l’applicativo, previene errori, instrada i casi complessi alle persone giuste. Risultato: meno attrito per gli utenti, meno richieste ripetitive per i team operativi.

parallax background

Cosa fa Geppo, in pratica

01
Assistenza in linguaggio naturale

Gli utenti scrivono o parlano come farebbero con un collega. GEPPO comprende l’intento (“cancellare una prenotazione per domani alle 9”), chiede chiarimenti solo quando servono e restituisce risposte operative, con link diretti alle sezioni rilevanti di C’è Posto.

02
Supporto contestuale nell'app

Se l’utente sta guardando il calendario o la pagina di configurazione, l’agente adatta il suggerimento al contesto (es. “sei nella vista risorse: per sbloccare slot aggiungi una fascia oraria qui”)

03
Automazioni guidate

Per azioni ripetitive (invio promemoria, chiusura slot, duplicazione fasce, esport CSV) GEPPO propone flussi passo-passo, riducendo tempi e errori.

04
Deflessione ticket e instradamento

Quando la richiesta eccede le sue deleghe (es. problemi di fatturazione o policy), GEPPO raccoglie i dati minimi, genera un riepilogo strutturato e apre un ticket verso il canale corretto, evitando back-and-forth.

05
Apprendimento continuo dalle interazioni

Ogni conversazione alimenta insight: argomenti più frequenti, passaggi dell’interfaccia meno chiari, punti in cui l’utente abbandona. Queste evidenze diventano azioni di miglioramento

Il Back Office di GEPPO: cervello operativo e cabina di regia

Il valore distintivo non è solo la chat: è il back office che consente di configurare, addestrare e controllare l’agente con precisione.

1) Configurazione e addestramento

  • Base di conoscenza: caricamento e versionamento di FAQ, guide operative, policy, glossari, messaggi di sistema (tone of voice, confini d’azione).
  • Connettori dati: collegamento a manuali, help center, changelog, e—se previsto—metadati applicativi utili al ragionamento (nomi risorse, orari, vincoli).
  • Istruzioni di sicurezza e privacy: regole su cosa può o non può dire/fare, gestione PII, mascheramento dati in output.
  • Playbook di escalation: instradamenti per categorie (tecnico, amministrativo, commerciale), con raccolta campi obbligatori.

2) Controllo delle chat e qualità

  • Dashboard delle conversazioni
    Filtri per data, canale, lingua, intento; grafici su volumi, picchi orari, durata media, esiti (risolto, escalation, follow-up).
  • Analisi domande/risposte
    Vedi le query esatte degli utenti e le risposte date dall’agente. Puoi:
    • taggare conversazioni (es. “slot non disponibili”, “permessi utente”);
    • segnalare risposte da migliorare;
    • suggerire contenuti mancanti (nuova FAQ, screenshot, micro-tutorial).
  • Valutazione del modello
    Indicatori chiave:
    • Tasso di deflessione (quante richieste si chiudono senza intervento umano);
    • FCR First Contact Resolution (risolte al primo contatto);
    • Punteggio di confidenza delle risposte;
    • CSAT in-chat (soddisfazione a caldo);
    • Tempo medio a risposta;
    • Tasso di escalation corretta (instradamenti giusti al primo colpo).
  • Ciclo di miglioramento
    Dal pannello puoi trasformare conversazioni “problematiche” in nuovi esempi di addestramento (prompt-completion), aggiornare la knowledge base e lanciare un ri-addestramento controllato (vedi sotto).
parallax background

Come capire se “il modello funziona bene”

Il controllo delle chat non serve solo a fare reporting: permette una verifica continua del comportamento dell’agente.
01
Segnali positivi:
  • Domande ripetitive risolte stabilmente con passaggi chiari.
  • Riduzione delle richieste su un tema dopo un aggiornamento di contenuti (es. pubblicazione guida “Sbloccare slot in festività”).
  • Escalation poche ma precise, con ticket già completi di informazioni.
02
Segnali di allerta:
  • Calo del punteggio di confidenza su determinate categorie.
  • Aumento delle riformulazioni (“non ho capito”, “intendi questo?”).
  • Picchi di escalation “non pertinenti”.
  • Feedback negativi concentrati su specifici step dell’interfaccia.
03
Quando si presentano pattern di allerta, il back office permette di riaddestrare l’agente su:
  • nuovi flussi introdotti in C’è Posto,
  • cambi di policy/procedure,
  • errori ricorrenti osservati nelle conversazioni,
  • esempi “contraddittori” da correggere con istruzioni più stringenti.

Benefici concreti per team e organizzazione

  • Riduzione del carico sul supporto: deflessione delle richieste di base (reset password, gestione slot, modifica prenotazioni).
  • Onboarding più rapido: i nuovi operatori usano GEPPO come “coach” per apprendere processi e nomenclature.
  • Coerenza delle risposte: niente interpretazioni personali; l’agente segue policy e contenuti approvati.
  • Insight azionabili sul prodotto: dai topic ricorrenti emergono esigenze di UX, micro-testi, tooltips, o semplificazioni dei flussi.
  • Operatività h24: copertura fuori orario senza costi marginali crescenti.
  • Scalabilità: i picchi stagionali (saldi, scadenze, campagne) non mandano in crisi la coda del supporto.

Sicurezza, privacy e governance

  • Controlli sugli accessi: ruoli granulari nel back office (viewer, editor, admin).
  • Mascheramento e minimizzazione: le risposte evitano di esporre dati personali non necessari; i log possono essere pseudonimizzati.
  • Guardrail conversazionali: limiti chiari su ciò che l’agente può eseguire o affermare; messaggi di fallback trasparenti.
  • Versionamento dei contenuti: ogni modifica a FAQ, istruzioni e dataset di addestramento è tracciata, con possibilità di rollback.
  • Audit trail: cronologia di ri-addestramenti, valutazioni qualità e decisioni di pubblicazione del modello.

Nota: se la tua organizzazione adotta standard ISO/IEC o policy interne stringenti, GEPPO può essere configurato in modo coerente (es. segregazione ambienti, approvazioni prima del deploy, retention log).

Metriche da impostare fin dall’inizio (e target realistici)

  • Tasso di deflessione: obiettivo 25–45% sulle richieste di livello 1 dopo 60–90 giorni.
  • FCR: puntare al 70–85% nei casi gestibili dall’agente.
  • CSAT in-chat: ≥ 4/5 stabile, con commenti qualitativi raccolti.
  • Tempo medio di risposta: < 2 secondi per risposte documentali; < 8 secondi per flussi guidati.
  • Precisione di escalation: ≥ 90% di ticket “ben indirizzati” (niente rimbalzi).

Conclusione

GEPPO trasforma l’assistenza da costo reattivo a leva proattiva di efficienza e crescita. Con la sua combinazione di supporto conversazionale, automazioni guidate e un back office analitico per controllo e addestramento, consente di:

  • aiutare gli utenti a fare meglio e più in fretta,
  • alleggerire il supporto di primo livello,
  • misurare cosa non funziona e migliorarlo in modo iterativo,
  • mantenere il modello sempre aggiornato con l’evoluzione di C’è Posto.

Se il tuo obiettivo è un’esperienza d’uso più fluida e un’operatività scalabile, GEPPO è l’estensione intelligente che mancava al tuo ecosistema C’è Posto.